Club Alpino Italiano
Sezione di Pontedera

 

 

 

SALITA AL CASTORE (4221 m) CRESTA SUD-EST

(Emanuele Barsottini e Paolo Desideri - Luglio 2006)

 

Era un Sabato mattina di Gennaio e ci stavamo dirigendo sulle nevi del Lago Santo quando Emanuele propose per la prima volta di salire alla vetta del Castore nell’estate, e da quel giorno non ho fatto altro che pensare a quella gita sperando che la partenza arrivasse il prima possibile. E infatti, alla fine, Luglio è arrivato. Siamo partiti alle 5.30 direzione Stafal, verso le 9 siamo a Gressoney e qui facciamo un’altra colazione (siamo a tre!) dopodiché si riprende la macchina per far l’ultimo pezzo di strada. Parcheggiata l’auto cominciamo subito a prepararci e appena pronti prendiamo gli impianti di risalita che ci conducono al colle di Bettaforca, da qui comincia il sentiero per il rifugio Quintino Sella.

     

Il sentiero non presenta particolari difficoltà e nei tratti più esposti é attrezzato con corde fisse; noi lo percorriamo di buon passo, il nostro morale è alto e ogni tanto ci fermiamo a fare qualche foto, mangiare, bere qualcosa e fare due chiacchiere. In circa due ore e mezzo siamo al rifugio, appena arrivati ci facciamo preparare un bel piatto di pasta. Dopo mangiato andiamo a sfare gli zaini e preparare il nostro letto (il rifugio era completo a noi ci tocca dormire nel bivacco invernale), appena toccato il letto Emanuele è colto da una crisi di sonno acuto e dormirà fino all’ora di cena in qualunque posto si metta…

 

Cerco pure io di dormire un pò ma non riesco, alle 18.30 si và a cena, e subito dopo torniamo nella nostra camera. Prima di andare a letto scambiamo qualche parola con tre ragazzi di Milano in stanza con noi, chiedo se anche loro tenteranno il Castore, ma mi rispondano di no, hanno avuto molta difficoltà ad arrivare al rifugio e non hanno intenzione di proseguire oltre, Emanuele cerca di convincerli almeno a fare un pezzo di ghiacciaio ma è inutile, vogliano solo tornare a valle.

La notte non è che riesco a dormire più di tanto, quindi quando suona la sveglia alle 4.30 è un sollievo. Finalmente si comincia!!.

 

Nel prepararmi sono particolarmente lento e riusciamo a partire solo alle 5.15, abbiamo parecchie cordate davanti a noi e subito mi accorgo che Emanuele è irritato per il ritardo, avrebbe preferito essere tra le cordate di testa. La giornata è bella anche se subito dopo la partenza ci rendiamo conto che un fastidioso vento gelido ci terrà compagnia per l’intera mattinata. Spero solo che non ci costringa a tornare indietro dalla cresta. L’inizio del ghiacciaio non è particolarmente ripido ed il ritmo imposto da Emanuele ci permette di superare alcune cordate, prima del Colle di Felik vi è un ripido pendio dove, facendo una traccia diversa dagli altri, riusciamo a superare altre cordate, dopodiché arriviamo al Colle. Qui ci fermiamo per riprendere un po’ di fiato, bere un po’ di tè  e gustarci il panorama bellissimo. Ripartiamo e dopo poco comincia la tanto attesa cresta, non è affilatissima, quindi non presenta particolari pericoli anche se bisogna fare molta attenzione. E’ stato molto bello affrontarla, il vento è sempre presente, ma non ci danneggerà più di tanto.

Ad un certo punto vedo Emanuele fermarsi e girarsi verso di me:  ce l’abbiamo fatto, siamo in vetta. Ci abbracciamo e ci congratuliamo a vicenda. Sono da poco passate le sette e siamo la prima cordata della mattina a raggiungere la vetta, il fatto di avere superato tutte le altre cordate ci permette di goderci per qualche minuto in solitudine questo spicchio di neve e ghiaccio, ammiriamo il panorama, è meraviglioso. Intorno a noi ci sono i più importanti monti delle Alpi, mi piacerebbe rimanerci a lungo ma una lunga processione di alpinisti sta arrivando e siccome il posto è molto limitato è giusto tornare indietro e lasciare spazio agli altri.

 

  

Poco dopo le otto siamo nuovamente al rifugio, ci riposiamo un pochino, mettiamo a posto la nostra roba e poi riprendiamo la nostra discesa a valle.

All’ora di pranzo siamo a Gressoney, decidiamo di mangiare lì qualcosa e ci rechiamo in un una caratteristica birreria del paese, scambiamo anche qualche battuta con il gestore il quale ci chiede dove eravamo stati, noi con un gran sorriso aspettandoci un suo elogio gli diciamo che abbiamo salito il Castore, lui ci guarda un po’ perplesso e ci dice: “solo il Castore? E siete venuti dalla Toscana per affrontare solo quello, potevate almeno attaccarci qualcos’altro”!!

La sua risposta ci demoralizza un pochino e ci fa sorridere allo stesso tempo, ma siamo troppo contenti del week end trascorso e con molta felicità ce ne torniamo a casa.

Un saluto a Daniele che doveva venire con noi ma all’ultimo momento ha dovuto rinunciare.  

Paolo Desideri