Nord del Ciarforon (mt:3642)

Marco Turchi, Roberto Galletti, Emanuele Barsottini e Paolo Desideri

Giugno 2007

 

 

Partiamo in sette il sabato mattina alla volta della Val DAosta, con due macchine e a orari diversi con lintenzione di trovarsi tutti insieme a Pont oppure direttamente al rifugio Vittorio Emanuele.

Io parto per primo insieme a Marco, sua moglie Simonetta e Francesca (del CAI di Livorno), nellaltra auto ci sono Emanuele, Roberto e Daniele.

Una volta arrivati a Pont, dopo aver pranzato, provo a fare unultima telefonata al rifugista, per sapere se allultimo momento si sono liberati alcuni posti per dormire nel rifugio. Da Pontedera siamo partiti attrezzati di tenda, sacchi a pelo e materassini perch ci avevano detto che il rifugio era pieno; la risposta del gestore del rifugio positiva, cՏ posto per tutti!!!! Con grande gioia lasciamo tutto il materiale per passare la notte allaperto e, molto alleggeriti, ci incamminiamo verso il rifugio Vittorio Emanuele.

 

 

Il rifugio Vittorio Emanuele

 

Una volta arrivati al rifugio, il Ciarforon con la sua parete nord cattura immediatamente la nostra attenzione, dal vivo sembra pi ripida di quanto immaginavamo, e questo ci preoccupa un poco, saremo in grado di scalarla???. Ma Marco subito ci tranquillizza dicendo che una via alla nostra portata e che non ci saranno problemi. Rallegrati dalla sua sicurezza ci prepariamo per passare la serata.

 

La parete nord con litinerario di salita

 

Alle 3.30 suona la sveglia: ci vestiamo e andiamo a fare colazione. Daniele non si presenta, non si sente bene e decide di rimanere a letto. Alle 4 partiamo in direzione del ghiacciaio di Mancorv alla base bella parete.

 

Allalba si pone il primo problema come attraversare questo torrente?

 

Una volta arrivati alla base della parete mettiamo i ramponi e ci leghiamo (io con Marco e Emanuele con Roberto), ma affrontiamo la prima met della parete di conserva la pendenza non eccessiva 40-45

 

Preparativi

 

La prima parte della salita

 

ancora la prima parte

 

La salita vista dalla base della parete

 

Dopo la prima parte si arriva al tratto pi ripido e impegnativo della via, due tiri di corda su ghiaccio vivo con pendenza di 60-65, a questo punto decidiamo di proseguire facendoci sicura.

 

Il tratto ghiacciato

 

Emanuele in azione

 

Finito il tratto ghiacciato la pendenza si attenua leggermente, a questo punto mancano circa 150 metri di progressione su meravigliosa neve dura prima della cresta

 

Marco alluscita dellultimo tiro..

 

E finalmente in vetta

 

Emanuele e Roberto in vetta

Ancora Emanuele in vetta

 

Ancora Roberto in vetta

 

Dopo le congratulazioni e le foto di rito iniziamo la discesa che come ci avevano detto la parte pi complicata dellescursione. E in effetti cos sar. La discesa stata lunga e su traccia non sempre evidente, che spesso ci ha posto il problema  quale fosse il percorso migliore da seguire.

E alla fine, a parte qualche intoppo, verso lora di pranzo siamo nuovamente al rifugio dove ci attendono Simonetta e Francesca (congratulazioni anche a loro che si sono avventurate sul ghiacciaio del Tresenta bravissime!!!).

Al rifugio mangiamo un bel piatto di pasta e ci beviamo birra ghiacciata, e dopo le ultime considerazioni sulla scalata ci prepariamo per dirigersi nuovamente verso Pont.

 

Paolo e Roberto nuovamente al rifugio

 

Foto di gruppo al ritorno con la nord del Ciarforon e della Becca di Monciard sullo sfondo

 

Bellissimo week end, caratterizzato da una bella salita (la prima parete nord per me e Emanuele), in un ambiente molto bello e in compagnia di grandi amici e amiche.

 

Alla prossima ragazzi

 

 

 

Testo: Paolo Desideri

Foto: Paolo Desideri e Emanuele Barsottini