Relazione di viaggio: Isola di Tenerife
Il volo con destinazione Tenerife South decolla puntuale alle 6:30 di domenica 27 Febbraio: lasciamo Pisa avvolta dal freddo e da una pioggerellina pungente prima del sorgere del sole.

Dopo 4 ore di volo (dal finestrino dellĠaereo ammiriamo il paesaggio spagnolo prima e quello marocchino poi; oltre il Marocco si staglia nitido il profilo di Lanzarote e poi quello di Fuerteventura) scorgiamo la cima innevata del maestoso
vulcano di Tenerife, il Teide.

Il Boeing 737 inizia la discesa edÉeccoci alle Canarie, splendida giornata di sole con una temperatura di 20 gradi. Ad attenderci agli arrivi la nostra guida ÒlocaleÓ Enea (locale si fa per dire, italianissimo, milanese e pure un poĠ elbano, visto la sua lunga permanenza nellĠisola toscana) con la sua compagna austriaca (ma che ha trascorso anche lei met della sua vita allĠIsola dĠElba) Christine con un cartello in mano: CAI PONTEDERA! Loro sono in shorts, maglietta e sandali, noi infagottati in piumini, pile e sciarpe, gi pronti a scalare il vulcano.

La trasferta in auto dallĠaeroporto a San Juan (paese situato nella zona sud occidentale dellĠisola) dura circa mezzĠora e due sono le caratteristiche che ci colpiscono: lĠurbanizzazione a dir poco selvaggia dellĠisola, preda di un abusivismo edilizio tipico dellĠItalia centro-meridionale, e la coltivazione intensiva, nei lotti di terra non occupati da casermoni di cemento, di banane: le piante sono protette dalla furia del vento per mezzo di alti muri e di teloni da serra. Tutto intorno ricca vegetazione spontanea di piante grasse.
Arrivati ai nostri alloggi, trascorriamo il resto della giornata rilassandoci, prendendo un poĠ di sole nella piccola spiaggia di San Juan (qualche temerario azzarda anche il primo bagno dellĠanno) e soprattutto preparandoci per la prima escursione del luned.

Il programma prevede come prima prova di resistenza (per alcuni in particolare, poco avvezzi alle camminate) unĠescursione sul Massiccio del Teno (preceduta da una breve visita al museo di Santiago del Teide, dove si ricordano le eruzioni vulcaniche pi importanti che hanno modellato lĠisola) con un dislivello abbastanza modesto, per ammirare la ricca flora locale e la grande quantit di
variet autoctone.

In una zona povera di piogge come la costa sud occidentale, ma ricca di umidit grazie al mare e al vento, impariamo come viene immagazzinata lĠumidit della notte e quella delle nuvole; teli ombreggianti sistemati a moĠ di rete da pallavolo ben tesa accumulano nelle maglie le gocce di umidit che poi per gravit cascano in canalette poste in basso e da l tramite tubazioni lunghe anche chilometri a cisterne di contenimento. Affinch lĠacqua possa essere anche utilizzata dalla fauna del bosco (poche sono le specie animali a dir la verit) sono previste vasche di raccolta collegate alle canalette, in modo che gli animali possano dissetarsi! Che invenzione geniale!

La passeggiata dura fino al pomeriggio inoltrato, e si conclude con una rilassante pausa a base di zumo de naranja (succo dĠarancia) per alcuni e di cerveza per altri a un tavolino di un bar su una terrazza da cui si ammira un panorama mozzafiato.

Marted mattina si parte presto per Los Cristianos, il traghetto per La Gomera pronto a solcare lĠoceano diretto verso lĠisola di fronte a Tenerife. La giornata splendida, il tempo sar clemente per tutta la settimana, possiamo dire di essere stati davvero fortunati!
Ci accompagnano le nostre due guide insieme ad una coppia di austriaci amici di Christine. Nel breve tragitto che separa le due isole, dal traghetto riusciamo anche a vedere i delfini!
A La Gomera ci attende il pulmino che ci accompagna lontano dai soliti luoghi turistici, allĠingresso del parco naturale, ricchissimo di vegetazione di tipo mediterraneo, tanto che sembra di essere in un bosco della nostra Toscana, piuttosto che in mezzo allĠAtlantico, vicini alle coste marocchine. Oggi la camminata pi intensa, in particolare sono diverse le salite allĠinterno del bosco, e per alcuni di noi la fatica si fa sentire!

Ma, una volta arrivati in cima allĠAlto de Garajonay (1487 m), troviamo una terrazza panoramica, al centro della quale sono stati portati alla luce e musealizzati i resti archeologici di unĠarea sacrificale, dove gli indigeni celebravano i loro riti sacrificando forse alle forze della natura e al sacro Teide che da qui sembra maestoso e terribile insieme.

Al ritorno ci fermiamo al paesino di San Sebastian de la Gomera, per visitare lĠunico monumento scampato alla modernizzazione selvaggia, una torretta di avvistamento munita di feritoie anti invasori,

e per sorseggiare la bevanda tipica, il barraquito, a base di latte condensato, caff, liquore e cannella disposti a strati come in una torta, una sorta di ponche alla livornese canario.

Si ritorna a San Juan in tempo per la cena e si va a letto presto (non prima ovviamente di aver fatto visita ai pescatori di ritorno dalla pesca serale a base di pesce azzurro - rito che alcuni di noi hanno puntualmente rispettato fino allĠultima sera!), perch lĠindomani prevista la prima temutissima tappa del Teide!).

LĠascesa al Teide inizia con il viaggio del pulmino che ci porter fino allĠinizio del sentiero, a circa duemila metri, dove la vegetazione risulta gi abbastanza diradata; il meteo sembra essere clemente anche oggi!

LĠescursione era stata inizialmente prevista con nottata al rifugio ma data lĠimpossibilit di percorrere a piedi il sentiero che separa il rifugio dalla cima del Teide, a causa della chiusura dello stesso (la settimana prima nevicato e la neve in quota si trasformata in ghiaccio) la guida ha proposto di affrontare lĠascesa al Teide in due tappe: la prima, pi faticosa, con dislivello di 1000 m circa fino al rifugio, e la seconda, in funivia con breve ma non meno faticosa salita a piedi.

La camminata lunga e intensa, il sentiero in alcuni piccoli tratti si presenta coperto di neve e ghiaccio, lĠultimo tratto, che porta al rifugio, a tratti addirittura estenuante, per la fatica e lĠalta quota, ma lĠescursione si rivela assolutamente di primĠordine.

Sembra di trascorrere la giornata in un paesaggio che oserei definire lunare, assolutamente privo o quasi di vegetazione, i cui tratti distintivi sono le colorazioni del terreno vulcanico (indizio di differenti, per tipologia e nel tempo, eruzioni e colate laviche).

Nonostante la giornata tersa, in quota il freddo e il vento si fanno sentire, in particolare al rifugio, da dove si gode di una vista mozzafiato.

La discesa faticosa e sembra che il sentiero non finisca mai, ma la carica emotiva che la giornata ci ha provocato stata talmente intensa che qualcuno di noi sarebbe pronto anche a ripartire per la cima appena raggiunto il pulmino!
La giornata di gioved dedicata allĠescursione della Gola di Masca; con il pulmino, guidato dalla simpatica Alicia, arriviamo a Masca, pittoresco paesino allĠinterno del Parco del Teno; oggi il tempo minaccia pioggia e in realt a Masca qualche schizzettino lo prendiamo; ma, visto che siamo in mezzo allĠOceano, i venti riescono a far mutare rapidamente lo stato del cielo, e infatti concluderemo la giornata con uno splendido sole.

La Gola caratterizzata da un paesaggio naturale e vegetale assolutamente mozzafiato; le eruzioni vulcaniche hanno prodotto delle fessurazioni della crosta terrestre di incomparabile bellezza; il vento e lĠacqua hanno modellato questi scenari e la natura infine si inserita in questo contesto dominandolo con unĠincredibile variet di tipi vegetali.
Si tratta di una delle maggiori attrattive naturalistiche dellĠIsola, e infatti incontriamo tantissimi gruppi che la percorrono, proprio come noi!

La Gola terminaÉ nellĠOceano Atlantico, ebbene si, il nostro punto di sbocco proprio l, dove i pi temerari tra i nostri compagni di avventura fanno il bagno nelle sue acque, in attesa della barca ci verr a prendere. Oggi siamo fortunati perch quando il mare mosso le barche non possono attraccare e chi visita la Gola costretto a tornare indietro facendo il percorso a ritroso, tutto in salita, fino a Masca!!

Per fortuna il mare ci assiste e possiamo ritornare a Los Gigantes in barca, ammirando le falesie che ÒprecipitanoÓ direttamente in mare e i delfini che nuotano alla ricerca di cibo nei pressi delle reti di allevamento di orate!

Siamo a venerd e comincia a montare la tristezza per la fine della vacanza che si avvicina: oggi tappa importante per gli scalatori impavidi del CAI, ascesa alla cima del Teide!!

Trascorriamo la mattina a visitare la Caldera del Teide, la pancia che ha partorito la vetta pi alta, e sembra davvero di stare in un cratere; il paesaggio talmente esplicativo della potenza delle forze della natura, che per la sua unicit stato il set di molti films famosi tra cui ÒGuerre StellariÓ.

Oggi il freddo pungente e la vetta del Teide coperta dalle nubi, speriamo che proprio che il meteo non ci tradisca!
Abbiamo la prenotazione del Teleferico per le 15, stiamo stipati nella cabina insieme a frotte di turisti stranieri e possiamo dire con molto orgoglio di essere tra i pochi adeguatamente equipaggiati e vestiti per lĠalta quota, tra gente in sandali o addirittura in stivali di pelle lucida con tacco!

Scendiamo e siamo a quota 3500, la neve ghiacciata e nonostante il sole, finalmente apparso a dominare sopra le nubi, il freddo intenso.

LĠascesa alla vetta dura circa mezzĠora, lĠodore di zolfo forte, la terra qui ancora calda, nel senso che il vulcano dormiente, come il nostro Vesuvio, ma al suo interno presente una certa attivit, di cui testimoniano i vapori bollenti che come polvere si levano dalla superficie. Raggiungiamo la vetta, il cono veramente piccolo visto da cos vicino, lo spazio per muoversi ridotto maÉ siamo a quota 3718, la vetta pi alta della Spagna, la meta stata raggiunta!

Peccato che non si riesca ad ammirare il paesaggio sottostante, siamo sopra un mare di nuvole!

Ci affrettiamo a scendere perch si sta facendo sempre pi freddo, e soprattutto per non perdere lĠultimo Teleferico disponibile.
Arrivati al parcheggio festeggiamo con paste alla crema e cioccolato comprate per lĠoccasione in una pasteleria di San Juan.

Raggiungiamo il pulmino e il meteo mutevole di questĠisola ci omaggia di unĠaltra gradita sorpresa: inizia a nevicare! Che giornata emozionante, per tutti noi!
E siamo allĠultimo giorno: per rilassarci concludiamo la nostra densa settimana di escursioni visitando la parte settentrionale dellĠIsola, che a differenza di quella meridionale, ricca di piante grasse e bananeti, presenta una vegetazione pi simile alla nostra, un poĠ come La Gomera, solo che, grazie alla fertilit della terra vulcanica, la natura pi rigogliosa.
La lunga camminata si conclude con la visita al ÒDrago di Tenerife Ò una dracena centenaria enorme e con lĠacquisto di souvenir per parenti e amici.

La
cena finale, al ristorante del nostro connazionale Amedeo, a base di paella,
preparata per noi per lĠoccasione; non saremo a Valencia, ma altrettanto
buona!

Il viaggio si conclude domenica mattina, con la nostra partenza da Tenerife; stata una bellissima esperienza, molto gradevole la compagnia e, soprattutto, ci siamo divertiti tanto. Grazie ai nostri organizzatori del CAI Pontedera!
